a Gaeta...

Created by P Thanga Vignesh from the Noun Project
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la Taverna

Nella suggestiva Via Annunziata, cuore pulsante della Gaeta Borbonica ed unica via di accesso al centro storico Gaetano, al civico 48 nel complesso del convento delle suore di clausura, troverete la taverna Tira la luna dove sarà possibile gustare lantica e tradizionale cucina Gaetana accompagnata da ottimi vini tutti originari dell’interland Gaetano.

Il locale si sviluppa in diversi ambienti alcuni arredati in stile marinaro, altri restaurati e resi agibili alla ristorazione, altri ancora rimasti come furono visti dalla famiglia Borbone assediata a Gaeta dai piemontesi.

Il convento sorge su i resti di un luogo di culto di epoca Romana risalente al 150 A.C. e ancora oggi è possibile ammirare un capitello, parte di mura affrescate, sezioni di volte ed il classico reticolato romano. Il tempio si sviluppava tre quatto metri al di sotto del piano di calpestio ed era composto di vari ambienti collegati tra loro da cunicoli e passaggi. Questo fa presumere che in epoca romana il livello del mare che oggi è circa un metro al di sotto della struttura fosse più arretrato di almeno cento metri. Da ricerche fatte pare che il tempio fosse dedicato alle divinità pagane dell’epoca, onorate per la fertilità femminile.

La struttura retrostante all’ingresso nel 1300 1400 fu adibita a cisterna per la raccolta di acque piovane ed ancora oggi è possibile vedere i pozzi attraverso i quali le suore attingevano l’acqua. In particolare, uno dei pozzi è situato adiacente al laboratorio di produzione di ostie per l’eucarestia religiosa cristiana.

Al di sopra della struttura c’è la cappella dell’addolorata nella quale c’è il palco riservato alla famiglia Borbone utilizzato da Francesco II e la regina Maria Sofia , durante l’assedio di Gaeta 1860 1861, per le funzioni religiose. La famiglia reale si recava in questa cappella utilizzando un passaggio segreto . Ancora oggi è possibile vedere all’interno del locale, una porta murata sul passaggio che porta fino al palazzo residenza della famiglia Borbone, che si trova all’imbocco di Via Annunziata.

Dicono di Noi

i Piatti della Tradizione Gaetana

Tortino dello Zappatore

Mimiello, contadino gaetano, la sera tornando dalla campagna, si fermò a casa del suo compare Mamuccio, pescatore di cianciola, per lasciargli due belle piante di scarola appena raccolte. Nunziatina, moglie di Mamuccio, ringrazia il compare e nel paniere della scarola mette una bella manciata di alici fresche pescate dal marito. Questa consuetudine di scambio era molto diffusa tra Gaetani. Nunziatina ottima cuoca decide di fare una sorpresa gastronomica al marito, corre in cucina e comincia a prendere in dispensa olive, capperi, olio di oliva, aglio e peperoncino. Poi sfiletta le alici, salta in padella la scarola con i vari ingredienti e realizza un tortino, lo inforna e lo condisce con il sugo di pomodori (spagnolette) preparato in bottiglie per la riserva invernale. A fine cottura spolvera il preparato con del formaggio di pecora (cas marzulin).

Pasta e Fagioli con Cozze

Cicciglio, abile marinaio imbarcato sopra i velieri che da Gaeta partivano per solcare i mari di tutto il mondo, al ritorno del suo imbarco che era durato ben due anni e mezzo , chiese alla moglie cosa gli avesse preparato per cena per festeggiare il suo rientro. Rosinella rispose: "marito caro, se avessi saputo che saresti arrivato, avrei fatto una bella teglia di pasta al forno, ma avevo messo due fagioli da fare con le pettole!". A quel punto Cicciglio balza in piedi e dice: "Rosinella quando sono stato a Bari per caricare delle botti di vino per la Francia, il cantiniere ci ha invitato a cena nella sua taverna e ci ha preparato un piatto di pasta e fagioli con le cozze, era buonissimo, perché non lo fai anche tu?".

Insalata di Baccalà

Era novembre, il tempo pessimo, e Nunziatina scende nel vicolo e bussa alla porta della comare Carmela, moglie di Mimiello, dicendo: "Carmela ho bagnato un pò di baccalà! Questa sera tu e Mamuccio venite a cenare a casa nostra". Pronta Carmela risponde: "se tu hai bagnato il baccalà, io porto un pò di contorni, prodotti nella nostra campagna". Anche questa usanza era prassi quotidiana trai gaetani: organizzare i pranzi o cene portando i prodotti della campagna.
Verso le 18.00 Carmela riempie i panieri con olio di oliva, olive in salamoia, peperoni sott’aceto, sedano, pomodori secchi e capperi. Le due comari si mettono all’opera e bolli, trita, taglia, condisci... Il risultato?
Un piatto ricco e gustoso, prodotto con un pesce del baltico naturalizzato gaetano.

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